LAVATOIO E CASCATELLA

I lavatoi iniziarono a comparire in Italia nel XVI secolo, ma si diffusero in maniera capillare soltanto tra la fine del 1800 e i primi decenni del 1900, quando si iniziò a dare importanza all’igiene e alla pulizia.

Ogni piccolo centro abitato ne aveva uno, vicino a sorgenti o fonti d’acqua e, nella frazioni montane, l’uso del “lavatoio di paese” si spinse fino agli anni ’70, quando arrivò l’acqua corrente nelle case.

La nascita dei lavatoi di paese giocò un ruolo importante nella vita delle donne del tempo. Precedentemente, infatti, il lavoro domestico di lavare i panni veniva svolto presso le proprie abitazioni, ma da quando si diffuse la pratica di “portare i propri panni” ai lavatoi, le donne riscoprirono una propria indipendenza e una nuova socialità: andare a lavare i panni nel lavatoio era un momento di condivisione.

La struttura prevedeva una o più vasche rettangolari, coperte da una struttura, incorniciate da grandi lastre di pietra dove le donne lavavano i panni. Di solito, la vasca più vicina alla fonte d’acqua veniva usata per sciacquare i panni, mentre quella più lontana era usata per insaponarli. I materiali utilizzati erano pietre locali, anche se, in seguito, molte vasche vennero cementate e coperte con strutture lignee. Intorno alla metà del Novecento, la maggior parte delle antiche vasche venne sostituita da una struttura in cemento, che comprendeva un canale di scolo per l’acqua sporca e, in corrispondenza del lavaggio, delle zigrinature realizzate in fase di costruzione.

Nella frazione Cese, lungo il ruscello che fiancheggia la strada comunale Vannara, è possibile ammirare un lavatoio presso il quale, fino a qualche decennio fa, le donne del paese si recavano a lavare i panni.

Il ruscello forma anche una piccola ma suggestiva cascata.