IL PISCIARIELLO

“Friento, fontane ciento” è un detto spesso ripetuto dalla popolazione locale. Tante sono, infatti, le fonti d’acqua che sorgono ai piedi di questo massiccio imperioso.

Nei pressi della località denominata San Pietro, il Pisciariello sembra una fonte sacra, ispirata dall’architettura religiosa nuragica. L’acqua è stata universalmente venerata nelle sue diverse manifestazioni e a essa sono stati dedicati edifici di culto dalle forme più disparate. L’architettura del Pisciariello evoca probabilmente l’arte di cui fu capace la civiltà nuragica per raccogliere e conservare l’acqua per i campi, il bestiame e l’uomo.

IL CULTO NURAGICO DELLE ACQUE

L’acqua ha un ruolo fondamentale nei rituali popolari fin dall’età dal Paleolitico, ma è con l’epoca nuragica che essi si sviluppano concretamente. L’edificazione di pozzi sacrietempli pagani, infatti, sancisce la venerazione per l’acqua-divinità e per le sue proprietà curative e fortificatrici.

La gestione del pozzo e la raccolta delle offerte erano affidate al sacerdote, figura di riferimento per i pellegrini ma anche giudice: il pozzo sacro, infatti, faceva da sfondo a una dimostrazione di colpevolezza o di innocenza.

Per molto tempo si sono celebrati due tipi di culti. Il primo è legato alla devozione delle acque freatiche ed era centrale nelle vite dei pastori, i quali preferivano l’acqua di fonte a quella piovana in quando generata dalla Madre Terra e non caduta dal cielo e soggetta al ristagno. Il secondo rito, invece, era legato alla venerazione della pioggia e celebrato dalle popolazioni che praticavano l’agricoltura con diversi rituali e processioni volte a far piovere.

Le leggende locali sono legate soprattutto al culto dell’acqua sorgiva, popolata da divinità e figure misteriose protagoniste di numerosi racconti. Questa forma di devozione trae origine dalla luna e dal suo riflesso notturno sulla superficie di fiumi e sorgenti, talmente luminoso da impressionare il popolo antico.