Edicole votive

Le edicole votive hanno una storia molto antica: esistevano, infatti, già in epoca greca e la civiltà romana prevedeva l’affissione di immagini sacre dei Lares, ovvero delle divinità minori, sulle mura delle Insulae (case dei poveri) e delle Domus (case dei ricchi).

Con l’editto di Teodosio I, si incentivò la costruzione di questi simboli di devozione, sostituendo però i temi di adorazione pagana con quelli cristiani.

Le edicole votive ebbero una grande diffusione nel Medioevo e ancor di più con l’avvento del Protestantesimo: furono, infatti, utilizzate dalla Chiesa cattolica per contrastare questa nuova branca del Cristianesimo che si andava sempre più diffondendo.

Si usava porre le edicole votive a protezione delle case, delle strade e delle corporazioni di mestiere ed erano un punto di riferimento e di aggregazione per riunire i fedeli devoti in preghiera. Alle donne spettava il compito di prendersi cura dell’edicola, ponendo fiori e lumini. In alcune strade, i lumini accesi delle edicole costituivano l’unica fonte di illuminazione. 

Vi sono diverse tipologie di edicole votive:

  • a cappella, ovvero un piccolo edificio che contiene l’immagine sacra da venerare e, spesso, uno spazio con un altare dove si può pregare. L’immagine si trova perlopiù dipinta direttamente sul muro o sul legno, molto più raramente su vetro e tela: non di rado, sono presenti delle statuette o delle antiche stampe
  • a nicchia: l’edicola votiva viene realizzata da una nicchia che si ricava nelle pareti delle abitazioni, ma anche lungo le strade da muri a contenimento del terreno

Il territorio di Liberi è costellato di edicole votive, nate nei secoli per una grazia ricevuta o un omaggio alla Madonna, massimo potere di intercessione verso Gesù. Sono presenti anche immagini di santi, tra i quali prevale Sant’Antonio.